Project Description

UN’OPERA AL MUSEO

BIASUTTI & BIASUTTI presenta GIULIO TURCATO

Il Museo Ettore Fico e l’Associazione Nazionale delle Gallerie d’Arte Moderna e Contemporanea di Torino e Piemonte hanno avviato una collaborazione per evidenziare la stretta vicinanza di
questo Museo all’Associazione, alle gallerie, agli artisti e ai collezionisti. Abbiamo chiesto di presentare un’opera significativa e pertinente alla mostra in corso della galleria invitata.
Alcuni galleristi hanno scelto di esporre opere di importanti maestri del nostro secolo, altri invece di dare un’opportunità a un giovane artista di esprimersi con un lavoro site specific.
Invitiamo il nostro pubblico a visitare le gallerie aderenti al progetto e ad approfondire la conoscenza della storia dei maestri e dei giovani esposti su questa parete.

GALLERIA BIASUTTI & BIASUTTI

La galleria, fondata nel 2000 da Attilio Biasutti e dai figli Giuseppe e Paola, presenta mostre monografiche dedicate ad artisti e movimenti del Novecento, italiani e stranieri. Tra le più
significative quelle dedicate al gruppo di “Corrente”, Ottone Rosai, Filippo de Pisis, Roberto Crippa, Aldo Mondino e “Novecento”.
La galleria ha intrapreso una rilettura di grandi maestri internazionali quali: Joseph Albers, Massimo Campigli, Carlo Carrà, Renato Guttuso, Giorgio de Chirico, Marino Marini, Gino
Severini, Mario Sironi e Graham Sutherland e nel 2007 ha allestito una monografica dedicata a Daniel Spoerri, nel 2008 al gruppo CoBrA, nel 2009 a Wifredo Lam, nel 2013 a Sebastian Matta
e nel 2016 a Salvo. La galleria espone da tempo le opere di Piero Gilardi, dando vita a una collaborazione che ha reso possibili importanti rassegne e l’esplorazione del movimento dell’Arte Povera. Recentemente la proposta artistica ha riguardato Gianfranco Baruchello e l’Astrattismo-Informale italiano.

GIULIO TURCATO

Nasce a Mantova il 16 marzo 1912 da Carlo Turcato, Commissario del Regio Deposito dei Monopoli di Sali e Tabacchi, e da Margherita Sartorelli. Nel 1920 si trasferisce con la famiglia a
Venezia, dove compie studi d’arte frequentando il Ginnasio e la Scuola di nudo artistico. Nel 1934, durante il servizio militare a Palermo, avverte i primi sintomi di una malattia polmonare
che segnerà gran parte della sua esistenza. Nel 1942 espone la sua prima opera (Maternità ) alla Biennale di Venezia. Arriva nel 1943 a Roma, dove frequenta l’Osteria Fratelli Menghi, noto punto di ritrovo per pittori, registi, sceneggiatori, scrittori e poeti tra gli anni Quaranta e Settanta. A Roma, assieme a Emilio Vedova e Toti Scialoja, espone alla Galleria dello Zodiaco e alla Quadriennale di Roma. Partecipa alla Resistenza italiana e dopo la guerra decide di stabilirsi definitivamente a Roma, recandosi però a Parigi nel 1946 dove studia l’arte di Kandinsky e
Picasso.
Il 15 marzo 1947 firma il “Manifesto del Formalismo” con Carla Accardi, Ugo Attardi, Pietro Consagra, Piero Dorazio, Mino Guerrini, Achille Perilli e Antonio Sanfilippo, che proponevano una
mediazione tra Astrattismo e Realismo. Nel 1948 partecipa alla V Quadriennale Nazionale d’Arte di Roma.
Successivamente aderisce al Fronte Nuovo delle Arti esponendo con questo gruppo alla XXIV Biennale di Venezia. Nel 1952 entra a far parte del Gruppo degli Otto, insieme a esponenti
dell’Astrattismo informale italiano (Afro Basaldella, Renato Birolli, Antonio Corpora, Giuseppe Santomaso, Ennio Morlotti, Emilio Vedova, Mattia Moreni).
La sua opera astratta trova in quegli anni una dimensione unica e originale, usando materiali quali la sabbia per i “cangianti” e l’uso della gommapiuma per le “superfici lunari”.
La sua attività espositiva è intensa e importante e annovera ben quindici Biennali di Venezia, numerose Quadriennali romane e la presenza in musei quali il MoMA di NewYork, la Staatsgalerie Moderner Kunst di Monaco, il Philadelphia Museum of Art e molti altri.
Muore a Roma il 22 gennaio 1995.