Project Description

UN’OPERA AL MUSEO

ENZO BERSEZIO

Nasce a Lesegno (CN) nel 1943, vive e lavora a Torino.
Dopo gli studi liceali si è diplomato in Scultura, frequentando il corso tenuto dal maestro Sandro Cherchi, presso l’Accademia Albertina di Belle Arti di Torino.
È stato, in seguito, docente di Discipline Plastiche al Liceo Artistico Statale della stessa città.

La sua indagine artistica si è mossa in concomitanza con l’attività del gruppo dell’Arte Povera, procedendo però in autonomia di intenti e privilegiando un’idea di scultura minimalista,
da considerare come sintassi espressiva strutturale, incentrata sul linguaggio delle forme archetipiche, come la scrittura o gli oggetti delle culture primitive.

Attento e fantasioso manipolatore di materiali naturali, è giunto a concentrare le proprie indagini sul legno, che affiorano come memorie in superficie dalle profondità della materia.

In un percorso di ricerca che annovera ormai cinque decenni di attività, Bersezio ha vissuto l’esperienza decostruttiva e concettuale dei primi anni Settanta, nella quale sono emerse le Stratificazioni, una serie di opere collocate a muro – pitture e collages – dalle superfici tattilmente tangibili.

La Ricerca del mito (1972) rappresenta una tappa fondamentale per la sua produzione: si tratta di semplici pacchetti di carta legati con lo spago. Sono fascicoli di appunti stratificati, una sorta di diario, dove le tracce cartacee del quotidiano sono affastellate e sedimentate una sull’altra. Su ognuno dei pacchetti vi è una targa di piombo che reca inciso, come omaggio, il nome di un poeta o di uno scrittore.

Altre volte le stratificazioni diventano molto più estese e occupano la dimensione di un quadrato di un metro per un metro su cui sono depositati strati di carta successivamente ricoperti di pittura bianca. Su questa superficie irregolare sono inserite della date, semplici numeri in piombo, che indicano il tempo impiegato nella raccolta dei fogli di carta, un tempo metaforico/reale, sul concetto di stratificazione della quotidianità.
In mezzo ai quadri bianchi sono posizionate le pagine prelevate dai libri degli autori; tale è infatti il testo tratto dal Gioco del mondo di Julio Cortazar qui esposto.

Enzo Bersezio

Rayuela – Il Gioco del Mondo (da J. Cortazar)

1972/1973 carta stratificata, piombo, vetro, alluminio, bulloni cm 100 x 150

Rayuela – Il Gioco del Mondo, tema ripreso in più versioni dall’artista a partire dal 1968, è uno dei dipinti più significativi di questa intensa serie di opere. Paolo Fossati le ha definite «mappe al muro» e «geografie più o meno immaginarie, luoghi descritti e dipinti, lontani, oltre lo schermo della superficie».

Si tratta, in ogni caso, di una scultura matericamente espressa dal tangibile spessore, attuando così quel procedimento di “stratificazione” che rappresenta uno dei fondamenti linguistici della sua arte: parole che emergono dalla profondità del tempo.

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