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Concerto SMET / Rainforest IV

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Realizzazione degli studenti della Scuola di Musica Elettronica del Conservatorio di Torino
prima esecuzione italiana

Amos Cappuccio, Antaea Colella, Roberto Federici, Giulia Francavilla, Davide Ghirardello, Davide Giovara, Matteo Marson: sounding sculptures & electronics
Stefano Bassanese: supervisione musicale

Rainforest IV (1973), un’ecologia elettronica

David Tudor è stato il pianista di riferimento dei maggiori compositori d’avanguardia della seconda metà del XX secolo. Amico e collaboratore di John Cage e Merce Cunningham, tra il 1956 e il 1961 abbandona progressivamente il pianoforte per dedicarsi esclusivamente alla composizione e alla performance elettroacustica.
Per Tudor siamo parte della natura, nelle sue opere l’idea di natura è sempre presente al di la di ogni apparente paradosso. Rainforest (Foresta pluviale) è probabilmente la sua più celebre opera e muove dal semplice concetto che ogni altoparlante abbia un voce “unica” e che non debba essere immaginato come un mero dispositivo di riproduzione ma piuttosto come un vero e proprio strumento musicale. Così, l’attenzione del compositore si concentra sulla collocazione nello spazio acustico di differenti oggetti-sculture, “objets trouvées” con funzione di risuonatori ai quali vengono applicati differenti dispositivi come motori di altoparlanti e microfoni a contatto. Le superfici degli oggetti vengono così messe in vibrazione da una molteplicità di segnali elettroacustici provenienti da piccoli altoparlanti integrati ai materiali. Queste superfici vibranti vengono conseguentemente auscultate da diversi microfoni a contatto che possono restituire il suono “locale” attraverso ulteriori altoparlanti. La scultura-risuonatore-altoparlante diventa quindi l’essenza del suono stesso, ne è la sorgente e in ugual misura la destinazione.
Rainforest diventa così un ecosistema acustico: la composizione è un insieme di organismi che ricambiano energia con i materiali che ne costituiscono l’ambiente.

Dopo tutto, che cos’è un altoparlante? E’ perlopiù considerato uno strumento di riproduzione, ma ho sempre avuto la sensazione che si dovesse considerare piuttosto come strumento di generazione. Tutti gli strumenti musicali funzionano generando onde sonore, e così fa un altoparlante, quindi considerandolo da questo punto di vista tutta la concezione costruttiva degli altoparlanti dovrebbe cambiare. Perché non dovrebbero esserci migliaia di modi diversi per costruire altoparlanti?… Ogni altoparlante-scultura ha così delle caratteristiche speciali, e il mio problema diventa trovare quale suono possa meglio rivelare le proprietà uniche di ciascun materiale. – David Tudor –

Ingresso da biglietteria del Museo

MEFinMarket

Il Museo Ettore Fico va al Mercato
a cura di Lorena Tadorni
con l’Associazione Commercianti La piazza Foroni

MEFinMARKET è progetto partecipativo che porta il MEF – Museo Ettore Fico all’interno del mercato di piazza Foroni e che vede un gruppo di commercianti chiamato a scegliere e decidere una programmazione espositiva centrata sull’opera del maestro e ospitata in uno spazio-vetrina attualmente sfitto situato nella piazza, visibile dall’esterno ventiquattrore su ventiquattro.
Uno spazio “open” come programmazione, perché curata con chi la piazza la vive quotidianamente, e “open” perché costantemente fruibile. Una sfida verso la possibilità di una rigenerazione urbana che passi attraverso l’immediatezza e l’universalità dei linguaggi artistici.

MEFinMARKET è un progetto sviluppato all’interno del programma A.R.T. Attività e Relazioni con il Territorio del Museo Ettore Fico in collaborazione con l’Area Educativa.

MEFamily

Adulti e bambini trovano nel MEF un luogo ospitale e ricco di stimoli nel quale intrecciare attitudini e abilità personali.

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MEF Report

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  • Visita guidata Seconda Chance con Eugenio Tibaldi
    Visita guidata Seconda Chance con Eugenio Tibaldi
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  • IMAGINARY LANDSCAPES: TALE ON INVISIBLE CITIES
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